CUCINA

Spaghetti pomodoro e basilico

– Per cominciare, spaghetti pomodoro e basilico. E dopo, una gustosa frittata di patate. Ma ora, andiamo in cucina – rispose Liam, mentre dal suo iPhone selezionava una playlist di musica rock degli anni Settanta.
Gran parte di quanto stipato nel sacco prese direttamente la strada del frigo. Dopo di che, scelse con cura tutto ciò che sarebbe andato a comporre i due piatti che aveva pensato di preparare; e cioè: una mezza dozzina di uova, alcune patate, una manciata di prezzemolo, due cipollotti, quattro bei pomodori maturi, alcuni spicchi d’aglio, una buona dose di foglie di basilico, lattuga e rucola in quantità sufficiente per l’insalata che avrebbe accompagnato la frittata. Sotto gli occhi curiosi di David, indossato uno dei suoi grembiuli dalle raffinate decorazioni a punto croce di sua madre Mary, Liam aprì le danze gastronomiche; il tutto accompagnato da un fragrante Bardolino del Lago di Garda e dalle ballate dei suoi cantautori preferiti. Dopo una mezz’ora di lavoro, la salsa per la pasta e la frittata erano pronte. Dapprima mise quest’ultima a intiepidire su di un piatto, e poi servì gli spaghetti al pomodoro e basilico, cospargendoli di parmigiano appena grattugiato e versandovi sopra una dose finale di olio extravergine d’oliva.

Spaghetti alle vongole

Cominciava a sentirsi euforico, come pervaso da una piacevole sensazione di distacco dalla realtà, e ciò lo persuase a scegliere il ritmato blues rock di Ry Cooder, compagnia ideale per la preparazione di un classico della cucina napoletana: gli spaghetti alle vongole. I piccoli frutti di mare, che erano stati immersi un’ora prima in acqua tiepida e sale, avevano ormai espulso i sottili residui sabbiosi assorbiti in vita, ed erano pronti per essere passati in padella con olio, aglio, peperoncino e un trito di prezzemolo. Operazione che Liam completò dopo aver gettato più di un etto di pasta nell’acqua che stava già bollendo in una pentola. Una volta scolata, la unì ai molluschi apertisi con la cottura, la fece saltare un attimo a fuoco vivace, e la versò in un piatto, finendola con un tocco d’olio extra vergine d’oliva, una macinata di pepe nero e una presa di prezzemolo fresco. Ora, era pronto a degustare questa deliziosa ricetta della tradizione, i cui pochi ingredienti erano capaci di esaltare tutto il gusto di mare che le vongole portano con sé. Con l’aiuto di una forchetta, svuotò dapprima i gusci, quindi mescolò bene il tutto, e si coinvolse in un’altra esperienza sensoriale. Per neutralizzare l’abbondanza di piccante, gli furono necessarie un altro paio di coppe, che lo trasportarono in quell’eccezionale stato sognante dove le percezioni, così come le inquietudini più nascoste, si amplificano a dismisura con imprevedibili conseguenze.

Pesce spada ai ferri con rucola e patate

Stimolato dai morsi della fame, e smanioso di dare inizio ai preparativi, accelerò il passo e rientrò a casa. Quando uscì dalla doccia era quasi l’una; si rase con attenzione, prese dal suo guardaroba una lupetto grigia di lana merino, e la abbinò a un pantalone di fustagno. Ora, era pronto a concentrarsi su di un piatto di rapida cottura, in grado di soddisfare il suo gusto e di saziarlo a sufficienza: il trancio di pesce spada ai ferri con insalata di patate e rucola. Prese un paio di dolci tuberi, li pelò, li tagliò a quadretti, e li mise a bollire in una pentola. Poi preparò un trito d’aglio, menta e prezzemolo, e collocò sul fuoco più grande della cucina una pesante piastra di ghisa. Quindi scolò le patate, le ripose in una piccola terrina, e le condì con olio d’oliva, sale e pepe. Pose a cuocere uno spesso trancio di pesce spada prima da un lato e poi dall’altro e, dopo averlo adagiato in un piatto, lo cosparse con il battuto appena elaborato, finendolo con sale, pepe, un poco di limone e un filo d’olio crudo. Subito dopo, unì una manciata di foglie di rucola alle patate già condite, che andarono così ad arricchire la semplice ricetta.

Rigatoni al ragú di tonno fresco

– Penso proprio che tu mi possa aiutare. Ma adesso, è tempo di mettere su la pasta – disse Liam, accendendo il fuoco sotto una pentola ricolma d’acqua.
Vi versò una manciata di sale grosso e, quando iniziò a bollire, v’immerse un paio di etti abbondanti di rigatoni. Dopo una decina di minuti trascorsi parlando di cucina con la sua intrigante ospite, prese la padella dove aveva in precedenza preparato lo sfizioso ragù a base di tonno fresco, cipolla rossa, pomodorini cherry, vino bianco e olio extravergine d’oliva, e la mise a riscaldare, aggiungendovi alcune cucchiaiate d’acqua di cottura. Vi unì poi la scorza di un limone grattugiata e un trito di menta; quindi scolò i rigatoni, e li fece saltare alcuni istanti col condimento. Per finire, li servì in due fondine di vetro verde, terminandoli con un filo d’olio crudo e una macinata di pepe nero.

Spaghetti aglio olio e peperoncino

Contrariamente alle sue abitudini, tendenti al vino anche in occasione dell’aperitivo, si servì un vodka tonic in un bicchiere grande, con abbondante ghiaccio. Poi si spostò in cucina, e iniziò ad approntare la più semplice delle pastasciutte: gli spaghetti aglio, olio e peperoncino. Durante la breve preparazione, bevve il suo cocktail e aprì un Grignolino d’Asti. Una volta versata nel piatto, terminò l’abbondante pasta con una presa di prezzemolo fresco tritato; quindi si riempì il bicchiere, e fece festa al gustoso piatto, accompagnandolo con quell’inusuale vino dal retrogusto lievemente acidulo.

Orecchiette con i broccoli

Quando Irene apparve, lui aveva già preparato tavola e stava stappando una bottiglia di vino rosso.
– Bonarda dell’Oltrepò Pavese, vivace e appena amabile. Ho pensato che fosse il vino giusto per accoglierti. Se però non fosse di tuo gradimento, ho in fresco dello spumante, sempre italiano – esordì Liam, invitandola a sedersi.
– Vada per la Bonarda. Da come l’hai descritta, mi si addice – rispose lei, decisa.
– La pasta è quasi pronta – aggiunse lui, porgendole un bicchiere ricolmo.
In una terrina aveva già mischiato dell’olio extravergine d’oliva con un trito di acciughe, aglio spremuto, e peperoncino piccante; quindi, mise a bollire dei broccoli insieme a delle orecchiette, tipico formato di pasta del Sud Italia. A cottura ultimata, scolò bene il tutto e lo riversò sulla salsa, rimescolando con un cucchiaio e aggiungendovi un po’ d’acqua di cottura; una volta impiattate, le terminò con dell’altro olio crudo e le servì ancora fumanti.

Dapprima estrasse dal frigorifero una pagnotta di grano duro e ne ricavò alcune fette che mise a riscaldare nel tostapane; poi, si dedicò alla preparazione della tavola, disponendo unicamente due piatti, due bicchieri da degustazione e due tovaglioli. Quindi, sotto lo sguardo stupito di Irene, che non riusciva a capire quali fossero le sue intenzioni, stappò una bottiglia di Greco di Tufo, fruttato vino bianco campano; infine, scoperchiò due grandi scodelle, mostrandone orgoglioso il contenuto.
– Mozzarella di bufala fresca di giornata e carciofi sott’olio alla romana. Un abbinamento irresistibile, da gustare direttamente con le mani – annunciò Liam.
Quando si sedettero, riempì entrambi i bicchieri, spezzò in due la corposa massa di elastica pasta filata, porgendone una metà a Irene, e si lanciò nella descrizione di quell’inusuale rito gastronomico:
– Tre alimenti. Un formaggio, una verdura e un pane, da assaporare senza bisogno di inutili contaminazioni.